• Invecchiamento cutaneo: la strategia vincente è “a zone”. Consulti gratuiti con il Dott. Vincenzo Colabianchi

    Invecchiamento cutaneo: la strategia vincente è “a zone”. Consulti gratuiti con il Dott. Vincenzo Colabianchi

    Una cosa è certa. L’invecchiamento cutaneo è inevitabile. È un processo naturale e progressivo, in cui giocano un ruolo fondamentale la genetica, il tempo e lo stile di vita. Non può essere fermato o rallentato e non esiste l’elisir di eterna giovinezza. Tuttavia è possibile minimizzarne i segni e prevenirne la comparsa grazie alle più recenti acquisizioni della medicina e chirurgia estetica. Scegliendo la soluzione che più si addice alle proprie necessità, è possibile regalarsi un aspetto più fresco e radioso, attraverso un ricco carnet di possibilità che spaziano dai trattamenti non invasivi agli interventi chirurgici, ciascuno con una sua specificità a seconda dell’entità degli inestetismi da trattare, dell’età e della parte del volto dove sono localizzati rughe, linee d’espressione, rilassamento cutaneo, perdita volume.
    Si è soliti infatti suddividere il viso in tre parti: il terzo superiore, che corrisponde alla fronte; il terzo medio, le guance e gli zigomi; e il terzo inferiore, il mento e la mandibola. Iniziando da questa ripartizione, vediamo “dove” e “cosa” fare, partendo dall’alto e scendendo verso il basso.
    Terzo superiore

    Le rughe che segnano la fronte sono legate alle sollecitazioni muscolari della mimica facciale e possono essere di tre tipi: verticali, orizzontali e laterali (le tanto odiate “zampe di gallina” del contorno occhi). Dato per scontato che le donne vorrebbero vederle sparire tutte, quella che meno sopportano è la “ruga del leone” quel solco verticale che si insinua tra le sopracciglia, donando subito un’espressione severa o preoccupata. Più o meno profondo diventa sempre più evidente con il passare del tempo, a partire dai 40 anni (anche se nelle persone più espressive può essere ben visibile già dai 30). La soluzione? Il botulino, che agisce come miorilassante bloccando i segnali chimici provenienti dalle terminazioni nervose responsabili della contrazione dei muscoli. Riducendone la motilità ne determina la distensione e il rilassamento, facendo sì che le rughe scompaiano o si attenuino visibilmente ringiovanendo l’insieme del volto. Lo specialista infatti a partire dagli “anta” lo utilizzerà anche per trattare le rughe orizzontali e la regione sopraccigliare per “aprire” lo sguardo.
    In alternativa, si può ricorrere alle iniezioni di acido ialuronico (filler) che, grazie al potere igroscopico di questa sostanza (le sue molecole possiedono la capacità di catturare e trattenere l’acqua dei tessuti fino a 1000 volte il loro peso con un conseguente aumento di volume), colmano temporaneamente l’avvallamento della ruga.

    Terzo medio

    La parte centrale del volto, ovvero gli zigomi e le guance, attira l’attenzione femminile a partire dai 40 anni, quando i solchi naso-genieni diventano più evidenti. Sbarazzarsene diventa l’obiettivo numero uno perché regalano al viso un aspetto stanco e affaticato. Queste due “parentesi” che si insinuano tra il naso e le guance, ai lati delle labbra, si formano con il passare del tempo a causa del rilassamento e dello scivolamento verso il basso (ptosi) dei tessuti molli degli zigomi. Di conseguenza, i segni diventeranno più profondi (così come la “valle delle lacrime”) e la zona laterale del viso appare svuotata. Fondamentale, ripristinare i volumi della giovinezza e colmare i solchi per distendere i tratti, avvalendosi di differenti tecniche a seconda dell’entità dell’inestetismo da correggere. Prima tra tutte, i fillers di acido ialuronico, iniezioni localizzate che permettono di colmare la ruga e di volumizzare la zona della valle delle lacrime e dello zigomo. In alternativa, si può ricorrere al lipofilling, una tecnica chirurgica basata sul reimpianto di cellule adipose (prelevate dalle aree del corpo in cui sono naturalmente presenti in quantità maggiore) in particolari punti del volto che necessitano di essere riempiti e rimodellati. Andando colmare i “vuoti” causati dal passare del tempo e ristabilendo la pienezza dei volumi, si ha un effetto di distensione che spiana rughe e segni e ridisegna i profili e le proporzioni del viso. Andando avanti con gli anni, quando l’invecchiamento è già a uno stadio avanzato e i tessuti sono molto rilassati, l’arma vincente è il mini-lifting che permette di ringiovanire la zona dagli zigomi al mento. Grazie a delle incisioni “mirate” che risulteranno invisibili, si riposizionano (sollevandoli e distendendoli) la cute e i muscoli del terzo medio cancellando di conseguenza i solchi naso-genieni.

    Terzo inferiore

    È una regola della natura: tutto scende verso il basso. Alla forza di gravità non si può sfuggire. E il volto non fa eccezione. Soprattutto quando si prende in considerazione il suo terzo inferiore, la parte che comprende il mento e la mandibola. Più passa il tempo più i tessuti si rilassano e scendono verso il basso: le guance assumono un aspetto cadente e si svuotano, l’ovale perde definizione, i tratti risultano appesantiti. Difficile per una donna convivere con questi inestetismi che fanno la loro comparsa a partire dai 45-50 anni e si aggravano progressivamente. “Stimolare, stimolare, stimolare” potrebbe essere il mantra che lega le tecniche più indicate per offrire una risposta concreta a cedimenti e perdita di tono. Stimolare cosa? L’epidermide a produrre più collagene (la cui sintesi diminuisce con l’età) così da restituire densità e compattezza ai tessuti. Il mezzo? Fillers volumizzanti, ma anche trattamenti “skintightening”, ad effetto tensore, quali sedute di radiofrequenza, luce pulsata e laser frazionato, tutti mirati a indurre la produzione di collagene e acido ialuronico. I risultati di queste metodiche si possono valutare solo nel tempo perché i loro benefici effetti si manifestano a lungo termine. Se vengono effettuati con regolarità, rendono l’epidermide più tonica, compatta ed elastica, ma non aspettatevi risultati immediati. Al contrario, invece, si potrà notare subito un incarnato più levigato con rughe sottili e segni d’espressione visibilmente minimizzati. Quando però c’è un eccesso di cute importante e il rilassamento dei tessuti è già avanzato, l’unica soluzione, come nel caso del terzo medio, è il mini-lifting.

    A cura del dott. Vincenzo Colabianchi