Vaginismo: in tandem ginecologa e sessuologa contro la paura che è in noi

Presso il Centro Medico Spoleto, un approccio multidisciplinare alla problematica di vaginismo e dispareunia

Al CMS, la sinergia tra le professionalità è cruciale, e, nell’ambito della ginecologia e psicologia, un asse strutturato e consolidato è già presente, a tutto vantaggio del paziente.

La dott.ssa Natalina Manci spiega brevemente l’approccio alla problematica del vaginismo e dispareunia “Come ginecologa molto più spesso di quello che credevo, nella generazione dell’emancipazione già acclarata, nell’ostentazione del sesso “tutto e subito” come brivido da provare al pari di un giro in giostra, che quasi non importa con chi, mi sono trovata di fronte alla fragilità più intima e invalidante per la donna, il vaginismo. Una patologia che nessuna scuola di specializzazione ti descrive, se non la scuola della vita e a cui, nel corso dell’esperienza, si richiede al ginecologo un expertise e una sensibilità che spesso non possiede o che, addirittura peggiora il disagio.

Al di là del grande imbarazzo e difficoltà nell’esporre questa problematica, che si cela dietro unioni “bianche” e coppie “a metà” il primo impatto di chi non riesce, per paura, ad avere un rapporto sessuale è quello di avere una anomalia anatomica e il primo SOS viene lanciato a noi ginecologi.

Ma come si fa a dire ad una paziente che entra in ambulatorio con le mani tremanti dalla paura solo all’idea di spogliarsi e mettersi su un lettino da visita nella fatidica “posizione ginecologica” che anatomicamente va tutto bene, se la visita ginecologica non si può fare né tantomeno l’ecografia pelvica transvaginale? Come si fa a entrare in empatia con una donna in pochi minuti quando non c’e’ riuscito neanche il partner aiutato dal trasporto delle emozioni?

La risposta risiede nell’approccio multidisciplinare o meglio nella staffetta con la psicosessuologia, e la prima valutazione viene rinviata di concerto, con l’ausilio di chi è preposto alla conoscenza dei meandri del nostro io”. La collaborazione con la Dott.ssa Cardinali è nata sul campo, e il trade-union sono state le pazienti che, con le due figure professionali, costruiscono un sistema funzionale ad affrontare il problema, a gestirne le difficoltà e a stare sui passaggi necessari al superamento dello stesso. Occorre (saper) essere “una guida che segue” queste donne nel percorso che ognuna di loro deve fare se vuole raggiungere l’importante obiettivo di risolvere il vaginismo.

La Dott.ssa Claudia Cardinali spiega “Lavoro con approccio multidisciplinare da anni (anche in collaborazione con l’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma) sul problema del vaginismo. Queste donne, che si sentono incomplete diverse dalle altre e che spesso presentano paure o fobie correlate (delle siringhe, degli insetti, dei serpenti…), arrivano in terapia dopo anni di tentativi di soluzione: con il compagno (fidanzato o marito) e con ginecologi, agopuntori, psicologi psicoterapeuti e/o sessuologi. L’insuccesso dei quali non ha fatto che rinforzare il vaginismo e al contempo il senso di impotenza della donna (e spesso anche del partner), scoraggiandola alla possibilità di risolvere il problema.

Il vaginismo è il sintomo di un nodo più profondo, che coinvolge la parte più intima della donna “castrando” una parte della sua femminilità e della possibilità di scelta. Nonostante il vaginismo presenti caratteristiche simili tra le pazienti è opportuno delineare un percorso psico-sessuologico su misura per ognuna di esse. Non essendo una patologia ad eziologia medica lo psicoterapeuta sessuologo è deputato al “come” mettere in condizione la donna di affrontare il vaginismo e riappropriarsi di parti fondamentali di se stessa: come donne mogli ed eventualmente madri. Il lavoro in tandem con un ginecologo sensibile e aperto e preparato alla problematica del vaginismo è essenziale e positivo”.

E’ proprio il caso di scomodare i latini nel dire Ad Astra per Aspera.