Vene varicose: un problema sempre attuale, soprattutto in estate

I consigli del Dott. Luigi M. R. Verdura, specialista in angiologia presso il Centro Medico Spoleto

L’insufficienza venosa cronica degli arti inferiori e le sue manifestazioni (varici e teleangiectasie) colpiscono, alle nostre latitudini, tra il 10 ed il 40% della popolazione adulta prevalentemente di sesso femminile. Si calcola che l’incidenza della malattia sia circa 3 volte superiore nelle donne rispetto agli uomini.

Per vene varicose (o varici) si intendono quelle dilatazioni o tortuosità localizzate lungo il decorso delle vene superficiali. Le teleanfiectasie sono invece quelle trame di capillari, a valenza prevalentemente antiestetica, che sono frequentemente presenti sulla cute degli arti inferiori delle persone affette da insufficienza venosa cronica.

In quanto alla causa della malattia varicosa non possiamo parlare di fattori causali certi ma solo di ipotesi patogenetiche e fattori predisponenti.

Per quanto riguarda le ipotesi patogenetiche dobbiamo far riferimento all’incontinenza delle valvole venose prevalentemente a livello ostiale (crosses safeno-femorali e safeno-poplitee) soprattutto se il danno valvolare consegue a processi di trombosi venose sia profonde che superficiali. Ssempre in riferimento alla patogenesi, alcuni studiosi fanno riferimento ad una debolezza costituzionale delle pareti venose per riduzione prevalente dei suoi elementi elastici.

I fattori predisponenti sono molteplici ed annoverano una certa familiarità: l’obesità, la vita sedentaria, la stazione eretta prolungata (tipica ad esempio si alcune attività lavorative come parrucchieri, fornai, commessi, chirurghi etc), lo stato di gravidanza (sia per le modificazioni ormonali sia per la compressione che l’utero gravido esercita sugli assi venosi iliaci determinando quindi un aumento della pressione venosa sugli arti inferiori), l’assunzione di farmaci estro-progestinici (pillola anticoncezionale), etc.

Le vene varicose possono anche non dar luogo a sintomi, oppure possono manifestarsi con sensazione di pesantezza alle gambe, gonfiore (edema) più evidente alla sera, crampi notturni, formicolio, bruciore. I sintomi si accentuano tipicamente in estate allorquando le temperature più elevate inducono le vene a dilatarsi ulteriormente, così tipicamente le caviglie si gonfiano ed i pazienti possono anche avere difficoltà ad indossare le proprie scarpe. Con l’evolversi e l’aggravarsi nel tempo della malattia compaiono le sue complicanze che vanno dalla semplice pigmentazione scura della cute delle gambe alla comparso di ipodermiti, tromboflebiti, ulcerazioni cutanee e sanguinamenti.

Per la diagnosi è fondamentale una visita specialistica ma ancora di più e prima è importante che il paziente si sottoponga ad un esame ecocolordoppler; questo rappresenta la metodica diagnostica più efficace per ottenere un quadro obbiettivo delle caratteristiche funzionali delle vene; si tratta di un esame non invasivo, ripetibile, che consente di analizzare il circolo venoso superficiale, valutare la continenza delle valvole ed individuare le vene insufficienti; consente inoltre di verificare che il circolo venoso profondo non presenti occlusioni.

Il trattamento può essere sia di tipo medico-funzionale (farmaci flebotonici, deambulazione con bendaggi e calze elastiche), sclero e laserterapia per teleangiectasie che di tipo chirurgico (safenectomie, flebectomie, chiava) ed allora anche per il tipo di intervento chirurgico che di intende effettuare torna in primo piano l’esame ecocolordoppler che è il solo esame che consente uno studio emodinamico-funzionale del circolo venoso.